Storia delle Isole Eolie

Tutte di origine vulcanica, le isole eolie distese a forma di y corinata nel mar Tirreno. Distano appena 12 miglia dalla costa siciliana, dalla quale sono visibili nelle giornate più nitide. La loro storia ha origini antichissime.

In età neolitica troviamo i primi insediamenti. Lo sviluppo dei primi villaggi si ebbe probabilmente grazie alla presenza dell’ossidiana, quella che viene definita il “vetro vulcanico”, un materiale assai tagliente.
Attorno a questo prodotto, eruttato dai vulcani, nacque un intenso traffico commerciale. L’ossidiana veniva lavorata nei villaggi e successivamente esportata in tutto il mediterraneo. Fu questo un periodo molto florido per le isole che conobbero un notevole benessere protrattosi per molti secoli.

La lavorazione dell'ossidiana - Eolie Storia

La loro posizione strategica le rese Tra il XVI e il XIV il centro dello scambio dei metalli che dalla Britannia transitavano nel mediterraneo per giungere poi in oriente.

Al IV millennio a.c. sono risalenti i primi ritrovamenti di ceramiche, precisamente sull’isola di Lipari, nella zona del Castellaro Vecchio, un villaggio posizionato su un terreno particolarmente favorevole sia per l’allevameno, sia per l’agricoltura. Probabilmente le prime popolazioni si insediarono proprio su quell’altipiano.

Risalente a questo periodo è con quasi certezza la costruzione del castello di Lipari, che doveva avere la funzione di proteggere gli abitanti dell’isola dal neolitico, passando per l’età del Bronzo, fino alla dominazione spagnola.

Castello di Lipari
Castello di Lipari
Castello di Lipari
Castello di Lipari - interno
Castello di Lipari - vista dal mare
Castello di Lipari - vista dal mare
Castello di Lipari - panoramica paesaggio
il castello di Lipari
Vista mare dal castello di Lipari
Castello di Lipari

I reperti più antichi del castello sono le ceramiche decorate con bordi neri, quello che viene denominato lo stile “Capri”. Altri ritrovamenti fanno capo allo Stile “Diana”, una lavorazione di vasi in ceramica rossa monocrome con orli assottigliati. Ceramiche con questo stile sono state ritrovate anche a Filicudi e Panarea.

Nel 2000 a.c. nelle isole eolie nasce la cultura denominata di “Capo Graziano, ovvero la costruzione di capanne dalla forma circolare, chiuse da pareti di pietra a strapiombo sul mare.I reperti di questo periodo sono perlopiù ceramiche, il cui gusto si sviluppa sotto l’influsso culturale della Sicilia meridionale.

L’età del Bronzo, successiva allo Stile Diana, vede un progressivo abbandono dell’uso dell’ossidiana a favore del bronzo, assai più restistente e semplice da lavorare. È in questo periodo che anche dal punto di vista commerciale vengono intraprese nuove rotte verso la Sardegna, la Francia, la Bretagna.

L’età del bronzo vede anche un progressivo cambiamento delle abitazioni da capanne singole ad un vero e proprio tessuto urbano, con l’uso comune di risorse come grano e acqua.

Nell’ 850 a .c. una fortissima eruzione vulcanica distrugge tutto, seppellendo i villaggi, che non verranno più ricostruiti fino all’arrivo dei Greci nel 580 a.c. I Greci che nel 580 a.c. conquistaro Lipari, ne fecero lo snodo commerciale tra impero Etrusco, Cartaginese e Greco. Saranno anni sereni e floridi, che vedranno lo sviluppo di Lipari come una vera e propria Polis Greca.

A testimonianza di questo periodo di benessere ci sono molti ritrovamenti di vasi e materiali di vario genere assai sfarzosi.

 

Anfore e Vasi - Periodo Greco-Romano
La lavorazione dell'ossidiana - Eolie Storia
Vasi greci eolie
Vaso Greco - Storia delle Eolie

 

Col la fine del periodo greco, troviamo un susseguirsi di guerre e insediamenti che avrano luogo dal 427 a.c. al 397 a.c. Si alterneranno in questi anni : Siracusa prima, i Cartaginesi poi e ancora i Greci.

Nel 251 a.c. Lipari venne conquistata dai Romani e così cominciò il suo lento declino, non essendo ritenuta strategica nelle rotte commerciali. Inoltre le usanze da Polis Greca basata sulla democrazia, vennero totalmente cancellate e sostituite dalla leggi romane. Lipari divenne una città decumana, quindi tenuta al pagamento del 5% delle tasse sulle merci esportate.

L’isola mantenne comunque un suo governo interno (un trattamento ritenuto di favore all’epoca).

Tra il VI e il VII secolo d.c. iniziò un processo di bizintanizzazione di tutta l’Italia, a cominciare dalla Sicilia, molti monaci del medio oriente che scappavano dai Persiani arrivarono a Lipari e qui ci rimasero insediandosi in quella zona che ancora oggi prende il nome di Piana De’ Greci e Santi Quaranta a ricordare i martiri Armeni.

L’ottavo secolo d.c. vede un periodo di vuoto governativo. Con la caduta dell’impero Romano d’occidente, le isole eolie non appartenevano a nessuno, perché nessuno le voleva. E così dopo un periodo d’oblio nell’838 fu la volta della conquista Saracena, che dopo aver invaso quasi la totalità della Sicilia partì alla volta dello stretto di Messina, spingendosi fino alle Isole Eolie.

Si trattò di una conquista molto violenta. La popolazione fu uccisa o ridotta in schiavitù, solo qualche monaco e qualche famiglia, fu risparmiata, andadosi a riparate nella Piana de’ Greci.

Dal 838 al 1082 non troviamo più cenni storici che citino le Isole Eolie, fino all’arrivo sulle isole del Conte Ruggero, il Periodo Normanno. I Normanni che avevo l’obbiettivo di arrivare in terra santa e conquistare Gerusalemme. Per farlo dovettero attraversare tutta l’Italia, conquistandola senza nessuno che opponesse particolare restistenza. I normanni erano visti all’epoca come gli unici che potessero fermarare l’ondata musulmana. In particolare la famiglia degli Altavilla, che aveva ottimi rapporti con il papato, li vedeva di buon occhio.

Furono Roberto e Ruggero che ebbero dall’allora papa Nicolò II l’investitura di vassalli. Roberto divenne Duca di Calabria Puglia e Duca di Sicilia”.

In tal maniera il papato invitava la famiglia a ristabilire il cattolicesimo. Ruggero ebbe il compito di mandare avanti l’operazione militare e si trasferì a Mileto. Così conobbe le Isole Eolie e ne valutò l’importanza strategico/militare.

Ruggero conquistò Messina nel 1061 e le Isole Eolie nel 1064. Solo nel 1082 Ruggero si occupò delle Isole Eolie con maggiore attenzione. Fece costruire a Lipari un monastero benedettino che avesse sia scopo abitativo, sia scopo difensivo per gli abitanti dell’isola.

Il Chiostro Normanno di Lipari
Il Chiostro Normanno di Lipari
Il Chiostro Normanno di Lipari
Particolari del Chiostro Normanno di Lipari
Particolari del Chiostro Normanno di Lipari

 

Al monastero vennero donate terre e uomini che se ne prendessero cura e lo rendessero indipendente. Fu il primo monastero benedettino ad essere edificato in tutta la Sicilia. Le tracce che rimangono sull’isola di Lipari di questo periodo sono:

il chiostro annesso al monastero, il sottomonastero oggi sede del comune e due toponimi Pianoconte (il piano del conte Ruggero).Sia nel periodo fascista sia nell’immediato dopoguerra Lipari fu adibita a località di confino.

Alle importanti nozioni storiche caratterizzate da assalti, conquiste e imperi, si affiancano parallele altre storie, leggende, che consacrano le sette isole al Mito. Una delle figure protagoniste è Liparo. La leggenda narra che Ulisse ebbe un figlio dalla ninfa Calipso, Ausone, che una volta re si stabilì in Italia. Qui ebbe un figlio Liparo che in età adulta fu costretto all’esilio a causa della contesa del trono. Con un gruppo di guerrieri attraversando il mare giunse in un’isola disabitata e fondò la città di Lipari, dove regnò serenamente molti anni.

Omero lcita le Isole Eolie come dimora del Dio Eolo, figlio di Poseidone, che dalle isole prevedeva le variazioni del tempo grazie ai vapori dei fumi dei vulcani.

La Figura di Liparo è strettamente legata a quella del Dio Eolo. Si narra infatti che Eolo approdò sull’isola quando Liparo era ormai molto anziano, fuggiva dal Metaponto dopo aver ucciso la matrigna. Tra i due il rapporto fu di immediata amicizia, tantochè Liparo lasciò il trono ad Eolo ed in cambio Liparo potè tornare sul continente, diventando re di una terra vicino Sorrento, dove morì amato e celebrato come un eroe.

Altra figura mitologica delle Isole Eolie è il Dio Efesto, che nell’isola di Vulcano, sua dimora, modellava le armi, tra cui pare l’armatura di Achille.

 
 
 
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